
Regolamento piscina: cosa deve contenere e modello
Ogni piscina aperta al pubblico o riservata agli ospiti di una struttura deve avere un regolamento interno, redatto dal responsabile della piscina ed esposto ben visibile all'ingresso. Lo prevedono le leggi e le delibere regionali che hanno recepito l'Accordo Stato-Regioni del 2003. I contenuti minimi cambiano da Regione a Regione: in alcune bastano tre regole di igiene, in altre la lista arriva a quattordici voci.
In questa guida trovi cosa chiedono le norme, cosa non può mancare e un modello di regolamento da adattare alla tua piscina.
Chi deve avere un regolamento e dove esporlo
L'obbligo riguarda le piscine pubbliche, quelle di alberghi, campeggi e agriturismi, i parchi acquatici e, in molte Regioni, anche le piscine condominiali. Alcuni esempi dai testi ufficiali:
- Emilia-Romagna (DGR 1092/2005, punto 4): le piscine «devono essere dotate di regolamento interno, redatto a cura del responsabile della piscina», esposto «ben visibile all'ingresso» e «portato a conoscenza di ciascun utente».
- Puglia (L.R. 35/2008, art. 19): il regolamento disciplina le condizioni di fruizione, contiene «elementi di educazione sanitaria» e le prescrizioni di igiene e comportamento, ed è esposto in modo da assicurarne la conoscenza da parte degli utenti.
- Friuli Venezia Giulia (L.R. 1/2018): ogni piscina disciplinata dalla legge si dota di un regolamento interno, esposto in modo ben visibile, che regola l'accesso agli impianti e alle vasche e segnala la presenza dell'assistente bagnanti.
- Lombardia (DGR 8/2552/2006): il regolamento va esposto all'ingresso della struttura.
Il responsabile della piscina lo scrive e lo aggiorna. Nelle piscine condominiali, salvo diversa nomina, il responsabile è l'amministratore.
I contenuti minimi
La Lombardia chiede tre indicazioni: zoccoli o ciabatte di materiale sintetico nei percorsi a piedi nudi, doccia prima di entrare nell'area bagnanti, costume contenitivo per i bambini sotto i 3 anni e per chi è incontinente.
La lista più completa è quella della Toscana (regolamento 23/R/2010, art. 49, come modificato nel 2024). È un buon riferimento anche fuori regione, perché copre quasi tutto quello che le altre norme chiedono in ordine sparso. Il regolamento deve indicare almeno:
- la capienza massima dell'impianto e il numero massimo di bagnanti contemporaneamente presenti in ogni vasca;
- la profondità delle vasche e gli eventuali punti a profondità ridotta;
- il divieto di tuffi dove non ci sono strutture adatte;
- la raccomandazione di non fare il bagno prima che siano passate tre ore dal pasto;
- l'uso di zoccoli o ciabatte nei percorsi a piedi nudi;
- l'uso della cuffia;
- l'obbligo di doccia e pediluvio prima di entrare in vasca;
- dove sono i servizi igienici più vicini;
- gli orari di accesso;
- la presenza o l'assenza dell'assistente bagnanti;
- per le piscine scoperte, il divieto di balneazione con particolari condizioni meteo;
- dove sono i dispositivi di allarme per chiedere aiuto;
- nome e numero di telefono del responsabile della piscina;
- il locale di primo soccorso e il suo numero di telefono.
La norma toscana chiede anche di indicare i provvedimenti verso chi non rispetta le regole principali, per esempio l'allontanamento dalla vasca.
La cuffia è obbligatoria per legge?
Dipende da dove si trova la piscina. In Toscana l'uso della cuffia è fra i contenuti obbligatori del regolamento. Altre norme regionali, come la delibera lombarda, non la nominano fra i contenuti minimi: lì è una scelta del gestore, che la può rendere obbligatoria con il regolamento interno. Una volta scritta nel regolamento, la regola vale per tutti gli utenti e il personale può farla rispettare.
Se la piscina non è sorvegliata
Dove la Regione permette di fare a meno del bagnino, il regolamento e i cartelli devono dirlo con chiarezza. In Toscana il responsabile deve informare gli utenti dell'assenza dell'assistente bagnanti; in Emilia-Romagna e Lombardia, se la vigilanza non è continuativa, i frequentatori devono esserne informati. Quando serve il bagnino e quando no lo spieghiamo nella guida su quando è obbligatorio il bagnino in piscina.
Modello di regolamento della piscina
Questo schema segue la lista toscana e va adattato alla tua struttura e alla norma della tua Regione. Le parti fra parentesi quadre sono da compilare.
REGOLAMENTO DELLA PISCINA [nome della struttura]
Orari e accesso. La piscina è aperta dalle [ora] alle [ora]. Fuori da questi orari l'accesso alle vasche è vietato. [Per le strutture ricettive: l'accesso è riservato agli ospiti.] I minori di [12/14] anni possono entrare solo accompagnati da un adulto.
Capienza. La capienza massima dell'impianto è di [numero] persone. Nella vasca [nome] possono stare contemporaneamente al massimo [numero] bagnanti, nella vasca [nome] [numero].
Profondità. La vasca [nome] è profonda da [cm] a [cm]. [Indicare le zone a profondità ridotta.] I tuffi sono vietati [ovunque / tranne nella zona attrezzata].
Sorveglianza. [Il servizio di assistenza bagnanti è presente durante tutto l'orario di apertura.] oppure [La piscina NON è sorvegliata da un assistente bagnanti. In caso di emergenza: (modalità).]
Igiene. Prima di entrare in vasca è obbligatorio fare la doccia e passare dal pediluvio. In vasca è obbligatoria la cuffia. Nei percorsi a piedi nudi si usano ciabatte o zoccoli. I bambini sotto i 3 anni e chi soffre di incontinenza devono indossare un costume contenitivo. Non si entra in vasca con ferite aperte, malattie della pelle o sintomi di malattie infettive.
Comportamento. Non si mangia e non si portano oggetti di vetro nell'area vasche. Si consiglia di non fare il bagno prima che siano passate tre ore dal pasto. In caso di temporale o vento forte la balneazione è sospesa.
Emergenze. I dispositivi di allarme si trovano [posizione]. Il locale di primo soccorso è [posizione], tel. [numero]. Servizi igienici: [posizione].
Responsabile della piscina: [nome e cognome], tel. [numero].
Sanzioni. Chi non rispetta il regolamento può essere allontanato dalla vasca e dall'impianto dal personale.
Consigli pratici
- Esponilo dove lo si legge davvero: all'ingresso, con caratteri grandi, e una versione breve vicino alle docce. In una piscina frequentata da turisti stranieri, una traduzione in inglese evita molte discussioni.
- Mandalo prima dell'arrivo. Se vendi ingressi o prenotazioni online, inserisci il regolamento, o un link, nella conferma che riceve il cliente: chi arriva senza cuffia sapendo che è obbligatoria se la prende con sé stesso, non con la cassa.
- Tienilo coerente con il piano di autocontrollo. Capienza, orari e vigilanza devono essere gli stessi in entrambi i documenti: è la prima cosa che l'ASL confronta. Vedi la guida al piano di autocontrollo della piscina.
- Aggiornalo a ogni cambiamento di orari, vasche o sorveglianza, e quando cambia la norma. Dall'8 agosto 2026, per esempio, vale un nuovo obbligo nazionale su griglie e bocchettoni.
Far rispettare la capienza scritta nel regolamento è più facile se gli ingressi li conti davvero. Il gestionale piscina di inpiscina.it PRO vende gli ingressi per fasce orarie e li verifica con il QR code al varco: il numero dei presenti è sempre sotto controllo. Richiedi una demo.
Fonti
- Emilia-Romagna, DGR 1092/2005, punto 4
- Puglia, L.R. 15 dicembre 2008, n. 35, art. 19
- Friuli Venezia Giulia, L.R. 9 gennaio 2018, n. 1
- Lombardia, DGR 17 maggio 2006, n. 8/2552
- Toscana, regolamento D.P.G.R. 23/R/2010, art. 49, modificato dal D.P.G.R. 24/R/2024
Aggiornato al 28 ottobre 2026. Il modello è un punto di partenza: verifica i contenuti richiesti dalla norma della tua Regione.