
UNI 10637:2024: cosa cambia per le piscine ad uso pubblico
La UNI 10637 è la norma tecnica italiana sugli impianti di trattamento dell'acqua delle piscine ad uso pubblico: circolazione, filtrazione, disinfezione e controlli. La versione in vigore è la UNI 10637:2024, pubblicata l'8 febbraio 2024, che sostituisce quella del 2016. Di per sé è una norma volontaria, ma diverse Regioni la richiamano nelle loro delibere sulle piscine e lì diventa un obbligo.
Questa guida riassume cosa cambia per chi gestisce una piscina: la nuova classificazione, le frequenze dei controlli, il rinnovo dell'acqua e i requisiti dell'impianto. Vale per piscine comunali e private aperte al pubblico, parchi acquatici, piscine di hotel, camping e agriturismi.
Una premessa onesta: il testo della norma è a pagamento e non lo riportiamo. Quello che segue viene dalle sintesi pubblicate dall'UNI, dalle associazioni di categoria e dai tecnici che hanno partecipato alla revisione (le fonti sono in fondo). Per progettare o adeguare un impianto serve la norma completa.
Quando è obbligatoria
Le norme UNI non sono leggi. Diventano vincolanti quando una legge o una delibera le richiama, e per le piscine succede spesso:
- in Lombardia la DGR 8/2552/2006 chiede che gli impianti di trattamento siano conformi alla UNI 10637, che la frequenza delle analisi sia quella della norma e che il registro dei controlli sia tenuto «secondo la Norma UNI 10637»;
- in Toscana il regolamento 23/R/2010 rimanda alla norma per sfioratori e skimmer, impianti, tempi di ricircolo e reintegro dell'acqua, e permette ad alcune piscine ad uso collettivo di sostituirla con procedure di autocontrollo;
- a Trento il sistema di tracimazione delle vasche va realizzato secondo la UNI 10637.
Dove la Regione non la richiama, resta il riferimento tecnico che l'ASL usa per valutare impianto e controlli. Anche l'Accordo Stato-Regioni del 2003 la cita fra i riferimenti tecnici da cui è partito.
La norma non sostituisce l'Accordo: i valori limite dell'acqua in vasca (cloro, pH, parametri microbiologici) restano quelli della Tabella A dell'Accordo, che trovi nella guida al piano di autocontrollo della piscina.
A quali piscine si applica
La revisione del 2024 dice in modo esplicito che riguarda le piscine «ad uso pubblico», cioè aperte a tutti o a un gruppo definito di utenti, non progettate solo per la famiglia del proprietario, indipendentemente dal fatto che l'ingresso sia a pagamento. Ci rientrano quindi anche le piscine di hotel e condomini.
Due novità sul campo di applicazione:
- le vasche idromassaggio, spa e hot tub ad uso pubblico entrano nella norma da 4 m³ di volume in su (prima la soglia era 10 m³);
- le piscine domestiche restano fuori, perché hanno norme europee proprie (UNI EN 16582 e UNI EN 16713).
La nuova classificazione: tipo 1, 2 e 3
Per allinearsi alla norma europea UNI EN 15288-1, la UNI 10637:2024 abbandona le lettere e divide le piscine in tre tipi. L'appendice D della norma riporta il raccordo con le categorie dell'Accordo Stato-Regioni:
Tipo UNI 10637:2024 | Esempi | Categoria Accordo 2003 |
|---|---|---|
Tipo 1 | piscine pubbliche e ricreative, parchi acquatici | A1 (e A3 per i parchi) |
Tipo 2 | piscine di hotel, camping, agriturismi, club e circoli, palestre e centri estetici, scuole e convitti | A2 |
Tipo 2 | piscine condominiali | B |
Tipo 2 | piscine di RSA e piscine terapeutiche con direzione sanitaria | C |
Tipo 3 | vasche usate solo per tuffi, sub, addestramento militare o al salvataggio | nessuna corrispondenza indicata |
Il cambio pesa soprattutto sulle piscine condominiali, che per la parte impiantistica ora sono trattate come quelle delle strutture ricettive.
Attenzione a non mescolare le due classificazioni. Quella numerica vale per il progetto e l'impianto. Nei documenti di gestione (piano di autocontrollo, domanda di apertura, registri) si usa ancora la classificazione della legge regionale o, se la Regione non ne ha una, quella dell'Accordo del 2003. Se una piscina di hotel è aperta anche a chi non dorme nella struttura, va progettata come tipo 1 e gestita come piscina pubblica.
Ogni quanto si controlla l'acqua
È la parte che cambia di più il lavoro quotidiano. La norma distingue fra le piscine di tipo 2 fino a 100 m² di superficie e tutte le altre. Le analisi sul campo le fa l'addetto agli impianti o una persona da lui delegata:
Parametro | Tipo 1, tipo 2 oltre 100 m², tipo 3 | Tipo 2 fino a 100 m² |
|---|---|---|
Cloro attivo libero | un'ora prima dell'apertura, poi ogni 3 ore durante l'apertura | un'ora prima dell'apertura e una circa a metà dell'orario |
Cloro attivo combinato | insieme alla prima e all'ultima misura del cloro libero | un'ora prima dell'apertura e una circa a metà dell'orario |
pH | un'ora prima dell'apertura e una durante l'apertura | un'ora prima dell'apertura e una circa a metà dell'orario |
Temperatura | una al giorno, prima dell'apertura | una al giorno, prima dell'apertura |
Torbidità | a vista ogni giorno, con strumento una volta a settimana | a vista ogni giorno |
Acido isocianurico | una alla settimana | una alla settimana |
Ozono (se usato) | una al giorno | una al giorno |
Nitrati | una al mese | una al mese |
Durante l'apertura il personale a bordo vasca deve anche verificare che in acqua non ci siano solidi grossolani.
Per le analisi microbiologiche di laboratorio:
- tipo 1: una al mese, che diventa una ogni due mesi dopo quattro referti consecutivi senza difformità;
- tipo 2: una ogni due mesi, che torna mensile dopo un'analisi non conforme finché non arrivano almeno due esiti conformi di fila;
- per tutte le piscine la prima analisi si fa all'apertura della stagione.
Fra i parametri microbiologici è entrata la Legionella: dove ci sono idromassaggi, aeromassaggi o altri sistemi che producono aerosol, si applica il protocollo di legge per il controllo della legionellosi.
C'è anche una flessibilità nuova. Per le piscine di tipo 2 con misurazione e dosaggio automatici, il gestore può modificare queste frequenze nel piano di autocontrollo, a patto di motivare la scelta con dati analitici. Un controllo remoto delle sonde, per esempio, può giustificare meno misure manuali. La responsabilità resta del gestore, e la motivazione va scritta nel piano.
Rispetto alle frequenze della versione precedente, che alcuni manuali ASL riportano ancora (quello di Bergamo del 2013 indica cloro e pH tre volte al giorno per tutti), le piscine di tipo 1 controllano più spesso il cloro libero, mentre le piccole piscine ricettive possono scendere a due misure al giorno. Se il tuo piano di autocontrollo è stato scritto prima del 2024, conviene rileggerlo.
Il rinnovo dell'acqua e il conto dei bagnanti
La norma fissa quanta acqua nuova va immessa ogni giorno, compreso il reintegro: abbastanza da rispettare i parametri in vasca, e comunque almeno 30 litri per bagnante al giorno. Se il numero effettivo dei bagnanti non si può rilevare, il minimo diventa l'1,5% della somma fra il volume della vasca e il 60% del volume della vasca di compenso.
Due esempi. Con 400 bagnanti in una giornata servono almeno 12.000 litri, cioè 12 m³. Se invece i bagnanti non vengono contati, una vasca da 500 m³ con una vasca di compenso da 30 m³ deve ricevere almeno l'1,5% di 518 m³, circa 7,8 m³ al giorno, anche nelle giornate vuote.
L'acqua rinnovata si misura con un contatore all'ingresso della tubazione di approvvigionamento e si registra ogni giorno. Il numero dei frequentatori va comunque nel registro dei controlli: lo chiede l'Accordo Stato-Regioni.
Cosa cambia nell'impianto
Queste sono soprattutto questioni per il progettista e il manutentore, ma conviene conoscerle quando si rinnova o si amplia una vasca:
- il ricircolo a sfioro è obbligatorio per tutte le vasche di tipo 1 (salvo quelle omologabili per le gare, che seguono le regole delle federazioni) e per le vasche di tipo 2 oltre 100 m²;
- gli skimmer restano ammessi solo per le vasche di tipo 2 fino a 100 m², almeno uno ogni 20 m²;
- i bordi sfioratori devono coprire almeno il 50% del perimetro della vasca (il 30% nelle vasche di tipo 2 fino a 100 m² che li prevedono);
- dalla ripresa superficiale deve passare almeno il 75% della portata di circolazione, contro il 70% di prima;
- nelle vasche di tipo 2 fino a 100 m² basta un solo filtro, con una pompa di riserva; per le altre restano almeno due filtri equivalenti;
- la produzione minima degli impianti a ozono passa da 2 a 5 g/h, e sono entrati i sistemi di ultrafiltrazione;
- i tempi di ricircolo sono stati rivisti in base alla profondità; con giochi d'acqua la portata aumenta di 1 m³/h per ogni postazione, mentre con ozono, ultrafiltrazione o acqua di immissione molto limpida i tempi possono allungarsi del 20%, se il trattamento copre tutta la portata;
- l'impianto non deve avere perdite e deve superare una prova di pressione e la prova colore della UNI EN 15288-1.
Sulla prova colore c'è una semplificazione: non va più ripetuta ogni cinque anni, ma dopo ogni modifica all'impianto idraulico, alle bocchette di ripresa o di immissione o alla struttura della vasca. Resta utile anche come verifica quando si sospetta che la circolazione non funzioni bene.
La norma chiede anche di valutare il rischio di intrappolamento sulle prese di fondo, in progettazione e in gestione. Dall'8 agosto 2026 è un obbligo di legge: ne parliamo nell'articolo su griglie e bocchettoni in piscina.
Cosa fare se gestisci una piscina
- Verifica di che tipo è la tua piscina secondo la norma (1, 2 o 3) e, se è di tipo 2, se supera i 100 m².
- Aggiorna il calendario dei controlli nel piano di autocontrollo con le frequenze del 2024. Se hai il dosaggio automatico e vuoi ridurle, scrivi il perché.
- Controlla che il registro riporti la lettura del contatore dell'acqua di reintegro e il numero dei bagnanti di ogni giorno.
- Se hai un idromassaggio sopra i 4 m³, ora rientra nella norma, insieme al protocollo Legionella.
- Se rifai la vasca o l'impianto, fai ripetere la prova colore.
Il numero dei bagnanti è il dato che più spesso manca o si scrive a occhio. Con il gestionale piscina di inpiscina.it PRO ogni ingresso passa dal QR code del biglietto, quindi a fine giornata il totale da riportare nel registro e da usare per il calcolo del rinnovo è già pronto. Se vuoi vedere come funziona, chiedici una demo.
Dove si trova il testo della norma
La UNI 10637:2024 si acquista sullo store dell'UNI: 85 euro più IVA in PDF, 90 più IVA su carta. Non esistono versioni gratuite autorizzate, e i PDF che circolano online sono spesso la versione del 2016. Per consultarla bene servono anche le norme europee che richiama, a partire dalla UNI EN 15288-1 e 2 (sicurezza in progettazione e gestione) e dalla serie UNI EN 13451 (attrezzature).
Per il quadro degli obblighi sanitari vedi anche la guida ai requisiti sanitari delle piscine pubbliche.
Fonti
- UNI, «La sicurezza delle piscine ad uso pubblico» (4 marzo 2024)
- Novus, «Cosa cambia nella normativa per le piscine pubbliche»: le principali modifiche della revisione 2024
- Professione Acqua, «La classificazione delle piscine: tipo 1, 2 e 3 o A, B e C?» (2025)
- Mondo Balneare, «Piscine d'estate, i controlli da fare per mantenerle sane» (2024)
- R. Prola, «Applicazione degli standard normativi nelle piscine: obblighi e opportunità», intervento pubblicato dal Comune di Jesolo (2026)
- Lombardia, DGR 17 maggio 2006, n. 8/2552; Toscana, D.P.G.R. 23/R/2010; Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003
Aggiornato al 30 ottobre 2026. Sintesi da fonti secondarie: per progettare o adeguare un impianto fai riferimento al testo della norma e alle indicazioni della tua ASL.